Anteprima Vitrum 2017 – L’evento muranese è già case study: visioni comuni, risposte globali

La parola al presidente di Vitrum, Dino Zandonella Necca. Due giorni importanti, quelli organizzati a Murano. Convocati i rappresentanti delle Associazioni e della stampa tecnica del settore da tutto il mondo

“L’appuntamento a Murano è una prima volta molto interessante, e le motivazioni sono molteplici: non è solo una prima risposta alle istanze degli imprenditori di diverse parti del mondo, ma è anche un richiamo esplicito nei confronti delle istituzioni per tutto ciò che di strategico si muove nel settore industriale italiano”.

Il presidente di Vitrum, Dino Zandonella Necca, evidenzia così l’eccezionalità dell’evento pre-Vitrum a Murano: la prima Convention delle Associazioni internazionali del vetro. “Le Associazioni internazionali del vetro hanno infatti aderito alla nostra iniziativa lanciando, in questo modo, un segnale importante – spiega Zandonella Necca – Dal canto nostro, noi abbiamo voluto cogliere un’esigenza latente, già presente a livello mondiale. Quella cioè di ritrovarsi, di discutere, di mettere a fattor comune le differenti visioni”. Aver individuato questo “hidden need” e avergli dato seguito con l’impegno di “coltivare ciò che emergerà – prosegue il presidente – può portare a preziosi risultati in futuro”.

Il secondo aspetto di rilievo che la Convention porta con sé, aggiunge Zandonella Necca, “è l’interesse che essa ha riscosso da parte del Ministero dello Sviluppo economico che, attraverso ICE Agenzia, ha deciso di sostenere l’evento proprio per la sua valenza”. Un aspetto che, nella visione del presidente di Vitrum, è fondamentale: “Il sistema governativo ha compreso, e condivide, il valore strategico di questa operazione per il comparto italiano di settore, che con la sua tecnologia e offerta copre circa il 50% del mercato mondiale. Ciò significa che – conclude – le istituzioni stanno lavorando per il futuro e non solo per rispondere agli stati emergenziali dell’economia. È una buona notizia e ciò che accade a Murano può essere già un case study”.

di Antonella Lanfrit