Gimav a China Glass 2017 – A Pechino tutta l’attrattività della tecnologia italiana del vetro

È una presenza importante quella della collettiva capitanata da Gimav a China Glass 2017. I numeri confermano l’interesse delle aziende, corroborate dal rappresentare una delle vere eccellenze made in Italy nel mondo.

È il primo grande appuntamento dell’anno per il mondo del vetro e, come sempre negli anni dispari, è il turno di Pechino.

Dal 24 al 27 maggio, infatti, è la Capitale della Repubblica Popolare Cinese a ospitare la 28a edizione di China Glass, presso il China International Exhibition Center (CIEC).

Due anime, la stessa identità

Biason
Laura Biason, direttore di Gimav / Laura Biason, Director of Gimav – ph credits: Gimav

“La fiera di Pechino e quella di Shanghai sono eventi con due anime abbastanza diverse – spiega Laura Biason, direttore di Gimav – Certo, è la stessa ampiezza geografica della Cina a favorire questa differenziazione, ma il fil rouge che le accomuna è anche la sintesi delle rispettive identità: entrambe le fiere, dedicate al mondo del vetro, sono organizzate dalla Chinese Ceramic Society (CCS). Ed entrambe sono ormai tappe consolidate nel panorama delle fiere internazionali di settore”.

Storicamente, tra le due, è Shanghai è la più sentita “ma già nel 2015 – sottolinea il direttore – anche Pechino è stata molto partecipata. Una conferma di interesse che abbiamo trovato quest’anno”.

Una collettiva importante e attrattiva

Sono 30 le aziende italiane che infatti partecipano a China Glass 2017 nella collettiva capitanata da Gimav, la cui area espositiva si estende su 1.000 metri quadri. “Una presenza, quella italiana, innegabilmente importante – evidenzia Biason – a fronte di una domanda entusiastica che ha superato le aspettative nostre, ma anche quelle degli stessi organizzatori”. Nonostante la grandezza del Padiglione italiano infatti – sicuramente tra i più rilevanti in area internazionale – la CCS ha dovuto fare non pochi sforzi per riuscire a soddisfare tutte le richieste. “Basti pensare – sottolinea Biason – che diverse aziende hanno modificato le metrature rispetto alle edizioni precedenti, optando per spazi maggiori, e non sono pochi i soci Gimav che quest’anno partecipano a China Glass per la prima volta. E di questo siamo molto orgogliosi”.

Tecnologia italiana da toccare con mano

Naturalmente, come da tradizione italiana, in fiera non mancano le macchine “vive”. Sono molti, infatti, gli associati Gimav che hanno scelto di portare a Pechino le loro migliori tecnologie “da toccare con mano”: lo confermano anche le aree espositive, che superano in gran misura quelli di diversi concorrenti internazionali. “Per le nostre aziende esporre in Cina i propri macchinari è un investimento significativo ma – riflette Biason – ancor più oggi, che la fiera è diventata un punto riferimento non solo per l’area cinese ma per tutto il Sudest asiatico, a China Glass non si deve mancare”. (…)

di Chiara Marseglia