Industry 4.0 – Seminario Gimav – La logica 4.0 è nell’interconnessione virtuosa

Come rafforzare la competitività del manifatturiero nazionale? Le politiche industriali vanno in questa direzione. Intervista a Laura Biason dopo l’incontro sugli strumenti e sugli incentivi del Governo.

In Italia l’età media di una macchina utensile è superiore ai 12 anni, l’età più alta di sempre: l’ha rilevato l’ultima indagine realizzata da Ucimu – Sistemi per produrre. In crescita sono anche i numeri che riguardano le macchine con un’età superiore ai 20 anni; scendono – di contro – quelli delle macchine più “giovani”, ossia al di sotto dei cinque anni.

Dalla ricerca di Ucimu emerge però anche un altro dato interessante: nel nostro Paese il grado di integrazione degli impianti produttivi, quindi macchine che operano in modo integrato con altre macchine, è a rialzo. Le competenze e le tecnologie, dunque, ci sono, e sono riconosciute dal mercato. Di cosa c’è bisogno, allora?

A partire dal 2014 è stata registrata una ripresa del consumo di macchinari utensili in Italia. Gli incentivi della Nuova Sabatini sono diventati operativi proprio quell’anno. Questo significa che il manifatturiero italiano ha tutte le chance di tornare all’operatività dei livelli pre-crisi ma risulta evidente l’importanza del supporto di adeguati strumenti di politica industriale.

Biason
Ph credits Glass in It style

Proprio dell’importanza di questi strumenti abbiamo parlato con Laura Biason, direttore di Gimav, che in occasione del seminario “Incentivi per il rinnovo del parco macchine e Industria 4.0”, svoltosi a Milano lo scorso febbraio, ha presentato vantaggi e opportunità in tema di Nuova Sabatini, Super Ammortamento, Iper Ammortamento e Credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo alla nutrita platea di imprenditori e rappresentanti a vari livelli del management di numerose aziende operanti nel mondo del vetro italiano.

Nel sistema fabbrica informazioni in tempo reale

“Come emerso durante il seminario lo scorso febbraio, nel nostro Paese – sottolinea il direttore – molte aziende non si rendono conto che sono già 4.0 e che utilizzano già macchinari in logica 4.0”.

Il macchinario italiano infatti (e pensiamo a quello per la lavorazione del vetro in particolare) è già estremamente evoluto ma – precisa l’ingegner Biason – “spetta all’azienda cliente coglierne le reali opportunità mettendo a frutto con la massima efficacia anche l’investimento”.

Come? “Industria 4.0 vuol dire, in primo luogo, avere fabbriche interconnesse: macchine che comunicano tra loro e con il sistema di fabbrica nella sua totalità. Ognuno per il proprio ruolo, quindi, all’interno del macro-­sistema fabbrica può produrre e scambiare dati in tempo reale e tutti possono disporre di queste informazioni per trarne il massimo dei benefici nei rispettivi ambiti”. (…)

di Chiara Marseglia