Ottime opportunità di business per Elettromeccanica Bovone

Di scena le isole robotizzate firmate Elettromeccanica Bovone. La tendenza confermata in fiera: la volontà dei clienti di chiudere le trattative in tempi brevi

Le aspettative iniziali non erano delle più rosee, ma Vitrum si è invece rilevata un’occasione importante e fertile perché i clienti presenti alla ventesima edizione della fiera avevano le idee molto chiare, quindi ci sono state ottime possibilità di stabilire buoni contatti e sviluppare opportunità di business”. Commenta così, Massimo Arata, Sales Manager di Elettromeccanica Bovone, la quattro giorni milanese dedicata alle macchine, attrezzature e impianti per la lavorazione del vetro piano e cavo.

Molti europei, feedback molto positivi

Elettromeccanica Bovone
Vitrum 2017 -
Stand Elettromeccanica Bovone

“I clienti incontrati hanno confermato la tendenza che abbiamo riscontrato negli ultimi anni in fiera: ci si reca a questi appuntamenti non tanto per curiosare, quanto per fugare eventuali ultimi dubbi sulle macchine e chiudere le trattative in breve tempo”, specifica. “Sicuramente – prosegue – abbiamo avuto una maggioranza di clienti europei, rispetto a una più dimensionata la presenza di americani, orientali e sud-americani. Siamo comunque molto soddisfatti della risposta comune a tutti, ovvero un ottimo feedback rispetto alle innovazioni tecnologiche che abbiamo presentato”.

In esposizione le isole complete robotizzate

Nello stand di Elettromeccanica Bovone, leader mondiale nella costruzione di macchinari per la seconda lavorazione del vetro, erano infatti esposte isole complete robotizzate, con due rettilinee verticali e due robot, che lavorano senza la presenza di personale, si autoregolano, sono completamente connettibili ed espandibili. “Abbiamo deciso di presentare in fiera le nostre isole robotizzate, sul mercato ormai da un paio d’anni, ma ancora senza alcun concorrente. La necessità attuale delle aziende, che hanno sempre margini inferiori, è di abbassare i costi. E l’unico modo per farlo, senza penalizzare la qualità delle lavorazioni e dei prodotti, è automatizzare la produzione, muovendosi sempre più verso i paradigmi dell’Industria 4.0”, dettaglia Massimo Arata. (…)

di Camilla Zanetti